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Trasfusione
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La mwbwtrasfusione è la trasmissione di mwcasangue ed mwcqemocomponenti da un organismo, detto donatore, ad un altro che lo riceve. Sotto certi aspetti può essere considerata come un mwcgtrapianto e come tale può dare fenomeni gravi di incompatibilità conosciuti come mwcwreazioni trasfusionali. Deve essere considerata una terapia atta a sostituire il sangue perduto (in toto o in alcune sue componenti) in attesa che venga risolta la situazione patologica che ha portato alla perdita.

Il donatore può essere della stessa specie del ricevente (trasfusione omologa) o di specie diversa (trasfusione eterologa).

Se invece il donatore ed il ricevente sono lo stesso soggetto, cioè se il sangue viene prelevato e reinfuso nella stessa persona, si parla di autotrasfusione (trasfusione autologa).

Contents

Storia
Note

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Storia

Non vi sono notizie certe sulla pratica della trasfusione nell'antichità. In alcune opere mediche e letterarie si fa riferimento all'utilizzo del sangue, soprattutto per donare forza, bellezza o giovinezza, ma ipotizzare che ciò avvenisse in senso trasfusionale appare una forzatura. Sembra più probabile che la somministrazione fosse piuttosto per via orale, come pratica magica, comune a molti popoli e a molte epoche, ancor prima che medica. In senso terapeutico mwgwCelso, pur avendo qualche dubbio, ricordava come fosse possibile curare l'mwhaepilessia bevendo il sangue del mwhqgladiatore appena sgozzato, e come medicina il sangue, dopo che era stato prelevato ad alcuni giovani, fu somministrato da un medico ebreo al pontefice mwhgInnocenzo VIII morente, per ridargli vigore.

Sembra che le popolazioni sudamericane precolombiane eseguissero con successo trasfusioni, inconsapevolmente favorite dall'esistenza del solo gruppo 0.cite-ref-1[1]

La prima notizia certa di una trasfusione come noi la intendiamo risale al mwjq1667 quando il medico di mwjgLuigi XIV mwjwJean-Baptiste Denys trasfonde sangue di agnello in un giovane, malato sembra di tifo. Il paziente comunque morirà e J.B.Denis sarà accusato di omicidio. La pratica però comincia a diffondersi anche se con risultati tanto negativi (si utilizza principalmente sangue animale) da venire immediatamente abbandonata. Nel mwka1679 a Roma il governo pontificio ne proibisce la pratica.

Bisogna aspettare il mwkg1818 quando James Blundell, un ostetrico inglese, ricorre con successo ad una trasfusione in un caso di emorragia mwlapost partum utilizzando il sangue del marito della paziente. Negli anni successivi praticherà una decina di altre trasfusioni, sempre con sangue umano, ottenendo nella metà dei casi esito favorevole. Ormai si è capito che usando il sangue umano i rischi sono minori, anche se rimangono altissime le possibilità di reazioni anche mortali. Lo stesso mwlqWilliam Stewart Halsted, che ha legato il suo nome all'intervento di mwlgmastectomia radicale, salvò la vita della sorella trasfondendole direttamente il proprio sangue; era il mwlw1881.

Peraltro l'austriaco mwmqKarl Landsteiner nel mwmg1901 era riuscito a determinare con i suoi studi che il sangue poteva appartenere a mwmwgruppi specifici (A, B, AB, 0) e per questa importante scoperta ha ricevuto nel mwna1930 il mwnqpremio Nobel per la medicina. Alla fine degli mwnganni trenta, insieme a mwnwAlexander S. Wiener, avrebbe poi scoperto il mwoafattore Rh.

Soltanto nel mwog1913 un medico tedesco trasferitosi in America, Richard Lewisohn, scoprirà il metodo per conservare il sangue evitandone la mwpacoagulazione e raffreddandolo. Ciò ne consentirà un utilizzo differito nel corso delle due guerre mondiali sfruttando anche la creazione di speciali mwpqbanche del sangue.

Le temibili reazioni immunitarie sembravano scongiurate o lo sviluppo della pratica trasfusionale sembrava non avesse più ostacoli, ma proprio con la sua grande diffusione cominciarono a rendersi manifesti dei dati allarmanti: l'alta percentuale di gravi malattie infettive nei soggetti trasfusi (dall'mwpwepatite B e C all'mwqaAIDS). Ciò avrebbe portato ad ulteriori controlli sul sangue del donatore in modo da evitare anche questo tipo di rischio.

Tipi di trasfusione

Il sangue è una sostanza complessa, composta da elementi cellulari e da plasma, a sua volta contenente proteine, in cui ogni elemento costitutivo ha una sua specifica funzione; grazie ai progressi fatti in campo emotrasfusionale, oggi è possibile trasfondere sia il sangue intero sia i suoi costituenti separati.

Il mwrasangue intero fresco non ha indicazioni specifiche tranne che in casi di emorragie complicate da mwrqcoagulopatia da consumo in cui può dare qualche risultato positivo; quello conservato viene adoperato nelle emorragie gravi o nelle mwrgexanguinotrasfusioni.

All'atto del prelievo il sangue intero, dopo l'aggiunta di una sostanza anticoagulante e conservante (mwsacitrato di sodio), viene sottoposto ad un procedimento che consente di ottenere separatamente i suoi componenti ed i suoi derivati che saranno utilizzati per scopi diversi. È possibile ottenere:

• mwswGlobuli rossi concentrati: per le emorragie importanti e per l'anemia grave.
• Concentrato piastrinico: indicato in casi di piastrinopenie gravi.
• mwtwPlasma (conservato o fresco): utile nelle emorragie caratterizzate da perdita di mwuafattori della coagulazione, mwuqcoagulopatie, mwugcoagulazione intravascolare disseminata (CID) o in caso di perdite plasmatiche (ustioni, occlusione intestinale grave).

Autotrasfusione

L'autotrasfusione è un sistema ricorrente nella pratica medica che consiste nel prelevare una quantità di sangue ad un paziente e conservarlo per far sì che questo possa essere iniettato al paziente senza dover cercare un donatore compatibile in caso di necessità.

Le autotrasfusioni sono considerate come mwvgdoping se fatte al fine di aumentare il conto degli mwvweritrociti con conseguente miglioramento della capacità di ossigenazione dei tessuti. Dalla fine degli anni settanta sono state classificate come doping da tutte le federazioni di qualsiasi sport.

Indicazioni alla trasfusione

La reintegrazione della massa ematica in toto o di alcuni suoi componenti (globuli rossi, piastrine, plasma) è utile, anzi indispensabile in molte condizioni patologiche e chirurgiche. Tuttavia il fatto che ogni trasfusione può comportare dei rischi impone molta oculatezza nel praticarla. La decisione va presa dopo monitoraggio di alcuni parametri che consentono di valutare l'entità e la tipologia della perdita e di stabilire il tipo di sostanza da trasfondere (sangue intero, plasma, concentrati di piastrine, globuli rossi, ecc.). I parametri da controllare sono:

• entità della mwyavolemia (quantità di sangue presente in un organismo)
• valori dell'mwygematocrito
• valori dell'mwzaemoglobina
• valori dei fattori della coagulazione
• numero di piastrine circolanti

Le indicazioni alla trasfusione di sangue o suoi componenti sono:

• mwagMalattie genetiche come la mwawtalassemia o l'mwbaemofilia. La maggioranza delle trasfusioni è fatta per curare pazienti affetti da queste patologie.
• mwbgEmorragie acute da mwbwtrauma.
• Emorragie non traumatiche (mwcqleucemie, mwcglinfomi, mwcwneoplasie, mwdaemofilia, sanguinamenti del tratto digerente ecc.)
• Interventi chirurgici maggiori (o emorragie casuali o mwdgiatrogene in quelli minori), mwdwtrapianti d'organo
• mweqAvvelenamenti.
• mwewUstioni.
• Carenze di componenti del plasma (mwfqalbumina, mwfgfibrinogeno, mwfwfattori della coagulazione o altri fattori plasmatici).
• Complicazioni ostetriche (mwgqcoagulazione intravascolare disseminata, mwggplacenta previa).

Tipizzazione, prove di compatibilità e complicanze

Considerate le gravi conseguenze che derivano da trasfusioni non compatibili, esiste una normativa di legge che disciplina le procedure (dette di mwhqType & Screen, tipizzazione e screening anticorpale) da seguire e che prevedono:

• la determinazione o conferma del mwiagruppo sanguigno e del mwiqtipo Rh del donatore e del ricevente
• la ricerca degli mwiwanticorpi irregolari (mwjaTest di Coombs) nel donatore
• test per svelare la presenza di alcune malattie infettive, tra cui mwjgsifilide, mwjwepatite B, e mwkaVirus del Nilo occidentale nel donatore.
• le prove di compatibilità maggiore (mwkgcross-match) in cui il siero del paziente viene testato con i globuli rossi del donatore, per stabilire l'assenza di reazioni di tipo anticorpale.

Di regola il paziente va trasfuso con globuli rossi appartenenti al medesimo gruppo. In urgenza, quando il tipo AB0 è sconosciuto, si possono trasfondere globuli rossi di tipo 0.

Le complicanze possibili, conseguenti ad una trafusione, possono essere:

• di tipo immunitario: legate ad incompatibilità possono dare quadri clinici caratterizzati da brividi e mwlwfebbre o da fenomeni mwmaallergici di vario grado fino allo mwmqshock mwmganafilattico. Possibili anche gravi reazioni mwmwemolitiche con distruzione dei globuli rossi del donatore aggrediti dagli anticorpi del ricevente per incompatibilità AB0, Rh ecc. o più raramente con distruzione degli eritrociti del ricevente (quando essendo di gruppo A o B è stato trasfuso con grosse quantità di sangue 0 contenente anticorpi anti A ed antiB). Le reazioni emolitiche sono caratterizzate da sintomi vari: nausea, vomito, dolori lombari, ittero, fino ad arrivare a quadri gravi di insufficienza renale e shock.
• di tipo non immunitario: legate ad infezione del materiale d'uso ma soprattutto alle infezioni presenti nel sangue trasfuso. La maggior parte di queste infezioni è rappresentata dalla mwnqepatite C e più raramente da quella B, dall'mwngHIV, dalla mwnwtoxoplasmosi. Nei soggetti che devono periodicamente assumere sangue intere (es. persone ammalate di mwoaanemia mediterranea) si può avere mwoqintossicazione cronica da ferro.

Critiche e scandali

Le procedure trasfusionali sono state oggetto di critiche in quanto a volte vi sono state mancanze di controlli da parte di mwpqcase farmaceutiche che hanno immesso nel mercato sangue intero o emoderivati che sapevano essere infetti da mwpgHIV ed mwpwepatite Ccite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]

Note

cite-note-11. mwugBrian Sykes, mwuwLe sette figlie di Eva, Saggi Mondadori, 2003.
cite-note-22. mwvwmwwamwwqBayer Documents: AIDS Tainted Blood Killed Thousands of Hemophiliacs, su mwwgahrp.org. mwwwURL consultato il 3 ottobre 2011 mwxa(archiviato dall'mwxqurl originale il 27 settembre 2011).
cite-note-33. mwyqmwygmwyw2 Paths of Bayer Drug in 80's: Riskier One Steered Overseas - New York Times, su mwzanytimes.com.
cite-note-44. mw0amw0qncbi.nlm.nih.gov, mw0ghttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1151015/mw0w Titolo mancante per url mw1aurl (aiuto).

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su trasfusione

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) David H. Yawn, blood transfusion, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.